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	<title>Giaden Informa &#187; Osteopatia e Fisioterapia</title>
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	<description>Prodotti naturali, prodotti cosmetici, prodotti di bellezza</description>
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		<title>Sindrome del tunnel carpale, tunnel carpale, prevenzione</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 06:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo Nuzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prevenzione della sindrome del tunnel carpale,  compressione del nervo mediano che passa attraverso un tunnel osteo-fibroso, consiste nel capire quali sono i movimenti ripetitivi o le posizioni da cambiare.
L’osteopata può aiutare ad individuarli e suggerire movimenti alternativi che non  creano nuovi problemi. 
Una vita sedentaria deve essere modificata in maniera da mantenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giadenonline.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/carpale-300x201.jpg" alt='carpale' class="left" />La <strong>prevenzione della sindrome del tunnel carpale</strong>,  compressione del <strong>nervo mediano</strong> che passa attraverso un tunnel osteo-fibroso, consiste nel capire quali sono i movimenti ripetitivi o le posizioni da cambiare.<br />
L’<strong>osteopata</strong> può aiutare ad individuarli e suggerire movimenti alternativi che non  creano nuovi problemi. </p>
<p>Una vita sedentaria deve essere modificata in maniera da mantenere un <strong>buon tono muscolare</strong> facendo attività ginnica con attenzione ed in modo bilanciato per ottenere il giusto equilibrio e rapporto muscolare.</p>
<p>E dal momento che prevenire è meglio che guarire, ecco alcuni utili esercizi di mobilità generale. </p>
<p>-	<strong>Allungamenti del collo in piedi</strong>: Trovate una posizione eretta confortevole con le braccia allungate contro i fianchi del collo. Piegate dolcemente la testa su di un fianco, senza girarla o ruotarla. Mantenere 10 &#8211; 20 secondi provando una sensazione di stiramento confortevole sul fianco opposto a quello in cui state piegando la testa. Prestate attenzione a non fare alzare la spalla o contrarre i muscoli delle spalle o scapole. Ripetere 2 &#8211; 3 volte per lato, senza raggiungere la soglia del dolore.</p>
<p>-	<strong>Deltoide posteriore, muscoli della scapola</strong>: Allungate un braccio davanti a voi, poi portatelo in fronte al petto aiutandovi con l’altra mano appoggiata sul dietro del gomito. Lasciate che il braccio si allunghi e lasciate scivolare la scapola in avanti. Mantenere 20 &#8211; 30 secondi, ripetere 2 &#8211; 3 volte con ogni braccio.</p>
<p>-	<strong>Tricipiti</strong>: Piegate il braccio destro verso l’alto e portate la mano dietro il collo. Piazzate la mano sinistra sul gomito e dolcemente spingete la mano destra in giù lungo il collo e la scapola. Il braccio destro deve essere mantenuto vicino all’orecchio. Dovreste sentire lo stiramento nella parte posteriore del braccio destro. Mantenere 20 &#8211; 30 secondi, ripetere 2 &#8211; 3 volte con ogni braccio. </p>
<p>-	<strong>Flessori del polso</strong> (<strong>gomito del golfista</strong>): Alzate il braccio teso davanti a voi con il palmo della mano faccia in giù. Usando la mano opposta, piegate la mano verso il basso fino ad avere le dita puntate verso il soffitto. Dovreste avvertire uno stiramento confortevole nei muscoli tra dita, polso e gomito nella parte inferiore del braccio. Mantenere 20 &#8211; 30 secondi, ripetere 2 &#8211; 3 volte con ogni braccio.</p>
<p>-	<strong>Estensori del polso</strong> (<strong>gomito del tennista</strong>): Alzate il braccio teso davanti a voi con il palmo della mano faccia in giù. Usando la mano opposta, piegate la mano verso il basso fino ad avere le dita puntate verso il pavimento. Dovreste avvertire uno stiramento confortevole nei muscoli tra polso e gomito nella parte superiore del braccio. Mantenere 20 &#8211; 30 secondi, ripetere 2 &#8211; 3 volte con ogni braccio.</p>
<p>a cura di <b>Lorenzo Nuzzo</b><br />
Osteopata &#8211; Fisioterapista</p>
<p>Articoli correlati:<br />
- <a href="http://www.giadenonline.com/blog/2009/10/02/osteopatia-la-sindrome-del-tunnel-carpale/">Osteopatia, la sindrome del tunnel carpale</a></p>
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		<title>Osteopatia, la sindrome del tunnel carpale</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 04:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imma manna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sindrome del tunnel carpale è una delle neuropatie periferiche più diffuse. Capita più frequentemente in età adulta o avanzata e colpisce maggiormente le donne.
La Sindrome del canale carpale è dovuta alla compressione del nervo mediano che passa attraverso un tunnel osteo-fibroso formato dalle ossa del carpo e dal legamento traverso volare del carpo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giadenonline.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/sindrome-del-tunnel-carpale1-300x290.jpg" alt='tunnelcarpale' class="left" />La <strong>sindrome del tunnel carpale</strong> è una delle neuropatie periferiche più diffuse. Capita più frequentemente in età adulta o avanzata e colpisce maggiormente le donne.</p>
<p>La <strong>Sindrome del canale carpale</strong> è dovuta alla compressione del nervo mediano che passa attraverso un <strong>tunnel osteo-fibroso </strong>formato dalle ossa del carpo e dal legamento traverso volare del carpo e va a raggiungere le prime tre dita e metà del dito anulare.</p>
<p>I <strong>sintomi</strong> più comuni sono parestesie, dolori e torpore sulla superficie palmare della mano ed in particolare nel territorio di innervazione del nervo mediano (prime tre dita e metà del quarto).</p>
<p>Normalmente di notte la sintomatologia è più forte al punto da risvegliare il paziente dal sonno, costringendolo a scuotere la mano ed a massaggiarla. </p>
<p>Cucire ed attaccare i bottoni, strizzare un panno, compiere movimenti quotidiani, diventa difficile se non impossibile. In una fase più tardiva, se le condizioni persistono, i muscoli della mano, raggiunti dal nervo, diventano ipotonici e deboli.</p>
<p>I <strong>soggetti a rischio</strong> sono molti, come per esempio operai, casalinghe, sarte, muratori ed operatori informatici, per menzionarne solo alcuni, e qui l’osteopata deve anche saper indagare per capire meglio come si potrebbero modificare i movimenti o le posizioni colpevoli.</p>
<p>Una buona anamnesi del paziente è sicuramente fondamentale e d’aiuto nella differenziazione.<br />
Non basta constatare il dolore, gonfiore e altri sintomi, ma bisogna ricercare e correggere le disfunzioni che li producono.<br />
L’<strong>osteopata</strong> comincia le sue indagini spesso con un’analisi della deambulazione in modo di accertarsi che non ci sono disfunzioni altrove che potrebbero contribuire al problema. </p>
<p>Un buon osteopata deve saper bene differenziare tra una lesione di un disco cervicale e la pressione sul nervo mediano nel tunnel carpale, compito non sempre facile. Accertato che non esistono problemi remoti, si procede ad esaminare la mobilità delle articolazioni dalla spalla in giù, aggiustando eventuali disfunzioni o ipomobilità articolari, ed infine ogni muscolo della catena chinematica dell’arto superiore è esaminato individualmente, per capire il suo livello di funzione e la sua integrazione coi sinergisti ed antagonisti. </p>
<p>La <strong>manovra di Phalen</strong> è un test che consiste nel tenere iperflessi i polsi l&#8217;uno contro l&#8217;altro per 1 minuto: la comparsa di parestesie è da considerarsi un segno positivo per la sindrome.<br />
In presenza di sintomi importanti la diagnosi medica è affidata all’<strong>elettromiografia</strong>. </p>
<p> Se la Sindrome del Tunnel Carpale viene diagnostica in tempo, al suo esordio, è possibile avere degli ottimi risultati con il <strong>trattamento osteopatico</strong> e si evita altresì l’indebolimento dei muscoli della mano; nella maggior parte dei casi di dolore alla mano ed al polso il trattamento manipolativo Osteopatico del tratto cervicale è fondamentale. I pazienti rispondono rapidamente al trattamento e tutti i sintomi scompaiono nel giro di 3 settimane. Nel caso in cui l’operazione chirurgica fosse necessaria l’<strong>Osteopatia</strong> con le sue tecniche accelera i tempi di guarigione e di recupero.<br />
Importante: le manipolazioni della mano e del polso non devono essere assolutamente fatte in presenza di <strong>artrite reumatoide</strong>.</p>
<p>a cura di <b>Lorenzo Nuzzo</b><br />
Osteopata &#8211; Fisioterapista</p>
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		<title>Osteopatia, colpo di frusta, ecco i rimedi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 08:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imma manna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il colpo di frusta cervicale è uno degli eventi traumatici statisticamente più frequenti negli incidenti automobilistici e anche sportivi.
Generalmente si chiamano “colpi di frusta” tutti quei traumi che comportano un’iperflessione ed iperestensione, in maniera violenta, del tratto cervicale, dovuti ad un meccanismo accelerativo-decelerativo di trasferimento d’energia sul collo che può conseguire a collisioni anteriori o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giadenonline.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/colpo-di-frusta-300x150.jpg" alt='Osteopatia, colpo di frusta, ecco i rimedi' class="left" />Il <strong>colpo di frusta cervicale </strong>è uno degli eventi traumatici statisticamente più frequenti negli incidenti automobilistici e anche sportivi.</p>
<p>Generalmente si chiamano “<strong>colpi di frusta</strong>” tutti quei traumi che comportano un’iperflessione ed iperestensione, in maniera violenta, del tratto cervicale, dovuti ad un meccanismo accelerativo-decelerativo di trasferimento d’energia sul collo che può conseguire a collisioni anteriori o laterali di veicoli a motore, ma non solo. Il trauma può dar luogo a lesioni dello scheletro o dei tessuti che a loro volta possono dare inizio a varie fastidiose manifestazioni cliniche, di differente gravità, che perdurano negli anni se non trattate osteopaticamente.</p>
<p>Nei casi meno gravi si potranno avere <strong>danni legamentosi da stiramento e contusione delle strutture articolari</strong>, causati dallo scivolamento delle vertebre, con edema locale e contrattura da riflesso protettivo. <strong>Nei casi più gravi si possono verificare rotture dei legamenti, ernie discali cervicali, fratture vertebrali</strong>. Pertanto i sintomi che si possono riscontrare sono:</p>
<p>• cervicobrachialgia (dolori che si irradiano dal collo al braccio fino alla mano);<br />
• formicolii e/o insensibilità alle dita delle mani;<br />
• paresi e paralisi (mancanza della forza specie di prensione delle dita della mano);<br />
• la sindrome miofasciale reattiva di uno o entrambe i muscoli trapezi superiori.</p>
<p>Tali disturbi in più si arricchiscono di molteplici sintomi neurovegetativi:<br />
• annebbiamento della vista o luccichii agli occhi;<br />
• disturbi uditivi come ipoacusia, o ronzii o la sensazione di orecchio tappato;<br />
• nausea e vomito;<br />
• mal di testa, giramenti di testa, vertigini che possono sfociare in una sindrome vertiginosa anche di rilevante entità. </p>
<p>L&#8217;approccio del <strong>trattamento osteopatico </strong>è molto dolce nel rispetto della struttura anatomica considerata, previa visione dei referti radiologici e diagnosi medica presentata in prima seduta. Per l&#8217;osteopata si tratta di un brusco e inatteso &#8220;spostamento&#8221; sia del tratto cranio-cervicale anteriormente-posteriormente o laterale ma anche di uno &#8220;scuotimento&#8221; di masse liquide contenute nella scatola cranica e nel corpo che per via dell&#8217;inerzia iniziale non trovano il modo di smaltire la carica cinetica trasmessa potendo così creare delle disfunzioni meccaniche tipiche osteopatiche che possono riguardare delle vertebre pivot o delle &#8220;fissazioni”.</p>
<p>L’osteopatia  è eccellente per curare il colpo di frusta sia in fase acuta che cronica, è comunque bene ricordare vi sarà sempre un trattamento diverso per ogni paziente così come per la sua durata.<br />
Nella fase acuta, che è caratterizzata da una forte contrazione muscolare e da una moderata o seria limitazione di movimento, con i tessuti, che sono spesso edematosi e caldi, si possono sicuramente applicare tecniche per la liberazione dell’osso sacro (collegato al rachide cervicale attraverso la dura madre, il midollo spinale, le vertebre, i muscoli) e che molto probabilmente troveremo in disfunzione, tecniche sul diaframma toracico (zona di passaggio dei grandi vasi venosi e arteriosi). </p>
<p>Non bisogna avere fretta di eliminare le <strong>contratture muscolari </strong>antalgiche che, in questa fase hanno uno scopo protettivo delle strutture che hanno subito l’insulto traumatico. Lo scopo maggiore della manipolazione Osteopatica in fase acuta del colpo di frusta è di ripristinare la circolazione, con tutto il miglioramento che essa apporta. Il trattamento viene fatto usando anche tecniche miofasciali con estrema gentilezza, in maniera indiretta e anche alle aree adiacenti al trauma. Nella fase successiva, l’infiammazione acuta è regredita ma la tensione dei tessuti permane. Il range di movimento è migliorato, il dolore è sempre presente ma si è fatto più sordo, incominciano i sintomi del <strong>Sistema Nervoso Simpatico</strong>. Ora l’osteopata inquadra il paziente sempre nella sua globalità, andando anche ad agire direttamente sulla zona del trauma mantenendo ancora tecniche di tipo fasciale, ad energia muscolare e strutturali.</p>
<p>Solo aiutando il nostro corpo a ritrovare la sua funzionalità e la sua postura, ristabilendo la giusta mobilità, potremmo superare questo trauma.<br />
È bene ricordare che dopo l’evento traumatico, prima di farsi toccare da qualsiasi terapeuta, bisogna sottoporsi ad una serie di visite quali la <strong>radiografia</strong> per appurare che non vi siano lesioni interne e una visita medica. </p>
<p>a cura di <a href="mailto:lollo_1703@hotmail.com>Lorenzo Nuzzo</a><br />
Osteopata &#8211; Fisioterapista</p>
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		<title>Conosciamo meglio l’osteopatia</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 13:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imma manna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il termine osteopatia nasce dall’unione di “osteon” e “pathos” due parole greche che significano rispettivamente osso e sofferenza.
Fu introdotto in campo osteopatico per definire quelle disfunzioni organiche, funzionali o strutturali che coinvolgono l’apparato muscolo – scheletrico sotto forma di tensione miofasciale e che causano alterati allineamenti posturali.
L’osteopatia è una disciplina che fa parte delle medicine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giadenonline.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/osteopatia-300x200.jpg" alt='Conosciamo meglio l’osteopatia' class="left" />Il termine <strong>osteopatia</strong> nasce dall’unione di “osteon” e “pathos” due parole greche che significano rispettivamente osso e sofferenza.<br />
Fu introdotto in campo osteopatico per definire quelle disfunzioni organiche, funzionali o strutturali che coinvolgono l’apparato muscolo – scheletrico sotto forma di tensione miofasciale e che causano alterati allineamenti posturali.</p>
<p>L’osteopatia è una disciplina che fa parte delle <strong>medicine e pratiche non convenzional</strong>i e da anni aspetta un riconoscimento ufficiale in campo nazionale. Esistono una decina di disegni/proposte di legge presentate dai vari partiti. La maggior parte dei paesi europei si avvale, in centri specializzati, di <strong>osteopati professionisti</strong>.</p>
<p><strong>Dove nasce l’osteopatia?</strong><br />
L’osteopatia nasce negli Stati Uniti attorno al 1875 grazie agli studi ed alla genialità del medico <strong>Andrew Taylor Still</strong>. Nel 1982 il dott. Still fonda la prima scuola di osteopatia a Kirksville (Missouri). Nel 1917 un allievo di Still, John Martin Littlejohn, fondò la prima scuola in Gran Bretagna. Oggi esistono scuole di osteopatia in tutto il mondo.</p>
<p><strong>Chi è l’osteopata?</strong><br />
L’<strong>osteopata</strong> è un laureato o diplomato in scuole private, che, dopo una formazione di 6 anni, dopo esame unico nazionale e dopo la discussione di fronte a Commissione esterna di una tesi specifica in osteopatia, diventa libero professionista in campo osteopatico. Alle decine di scuole sparse su tutto il territorio nazionale possono accedere esclusivamente laureati in medicina e chirurgia, laureati in scienze motorie e laureati in fisioterapia. Le scuole vengono costantemente monitorate e solo quelle con requisiti ottimali sono riconosciute dal <strong>Registro Osteopati Italiani </strong>(<a href="http://www.roi.it/index.jsp">www.roi.it</a>) unico organo nazionale a tutela della categoria.</p>
<p><strong>Cosa fa l’osteopata?</strong><br />
L’osteopata rispettando criteri anatomo – fisiologici ben precisi, utilizzando come <strong>unico strumento di lavoro le sue mani</strong>, sfruttando tecniche dirette ed indirette, muscolari, fasciali, connettivali, ricordando il principio di interdipendenza tra le parti del corpo unamo, <strong>normalizza articolazioni, muscoli, distretti viscerali, suture craniche e restituisce al corpo mobilità, confort, equilibrio.</strong>(l’<strong>osteopata non esegue diagnosi o prognosi mediche, non emette certificati medici e non interviene nelle urgenze mediche di pronto soccorso</strong>)</p>
<p><strong>I principi fondamentali dell’osteopatia</strong><br />
<strong>1° La struttura e la funzione sono interdipendenti</strong>: ciò significa che la forma di una determinata struttura corporea influenza ed è influenzata dalla funzionalità di quel distretto anatomico o dagli organi in esso contenuti.<br />
<strong>2° Il corpo è un’unità funzionale</strong>: vale a dire che il sintomo doloroso non è altro che l’effetto di qualcosa che “non funziona”, per questo motivo bisogna ricercarne la causa, e (molte volte) può essere anche lontana dal punto di manifestazione.<br />
<strong>3° L’integrità del meccanismo articolare con la libertà di ogni segmento corporeo sono necessari per il buon funzionamento del sistema nervoso autonomo che regola la vasomotricità.</strong><br />
<strong>4° Il corpo ha la capacità di “autoguarirsi”: </strong>l’osteopata dà solo le giuste “informazioni” sul soggetto che sta trattando, poi è lo stesso corpo che trova la capacità di “autoguarirsi”<br />
<strong>5° La regola dell’arteria è suprema</strong>: per una buona salute è necessaria una buona circolazione e una buona innervazione, non ci devono essere interferenze anatomo – articolari che pregiudicano il  normale flusso di sangue, linfa, informazioni nuero – ormonali.</p>
<p>Noi siamo magnificamente ben fatti e la natura ci ha provvisti di tutto. Abbiamo il nostro sistema di difesa contro i microbi: ne respiriamo milioni ogni giorno, senza ammalarci! Siamo capaci di autoregolare le nostre funzioni; se ci feriamo, ecco che si mette in moto un processo di riparazione tissulare (autoguarigione), ecc. È necessario, per questo, che le nostre cellule ricevano tutto ciò di cui hanno bisogno per funzionare e rigenerarsi e che possano liberarsi di tutti i loro scarti. In una parola: bisogna che il sangue, la linfa e tutti gli altri liquidi dell&#8217;organismo, che trasportano sostanze nutritive e scarti, circolino liberamente.</p>
<p><strong>Benefici apportati dal trattamento osteopatico</strong><br />
L’osteopatia, che come abbiamo detto ha lo scopo di riequilibrare il soggetto nella sua interezza e non nel sintomo, ha un campo di applicazione vastissimo. Oggi <strong>è utilizzata soprattutto per alleviare i dolori della colonna vertebrale, alle articolazioni periferiche in generale, ma si rivela efficace anche nella maggior parte di cefalee, disturbi digestivi, circolatori, muscolari laddove non ci siano gravi patologie infettive o tumorali che minino l’integrità vitale del soggetto.</strong><br />
Un esempio:<br />
Per una lombalgia, non è sufficiente calmare il dolore e l&#8217;infiammazione, è necessario, anche e soprattutto, restaurare una migliore meccanica vertebrale, affinché le crisi non si scatenino più su dei semplici, piccoli &#8220;movimenti sbagliati&#8221;. Una buona meccanica vertebrale deve permettere un utilizzo normale della colonna vertebrale, senza che si sia obbligati a fare sempre attenzione a tutti i gesti.<br />
L&#8217;osteopata cercherà il &#8220;punto debole&#8221;, riadatterà la struttura per permettere all&#8217;organismo di mobilitarsi contro &#8220;l&#8217;aggressore esterno&#8221; e di ritrovare lo stato di salute e l&#8217;armonia. A questo scopo, procede con manipolazioni che sono sempre dolci, non traumatiche e non dolorose.</p>
<p><strong>Quali sono le indicazioni dell&#8217;Osteopatia?</strong><br />
La <strong>medicina allopatica </strong>ci ha abituati ad una nomenclatura del tipo: gastrite, sciatica, lombalgia, ecc. L&#8217;approccio della <strong>diagnosi osteopatica </strong>è molto differente da quello della medicina classica, e per questo motivo è molto difficile definire, con i termini abituali, quali siano le indicazioni dell&#8217;osteopatia, poiché l&#8217;osteopatia non si sforza di curare una malattia ma di ripristinare lo scheletro al meglio delle sue possibilità, di migliorare la circolazione sanguigna, affinché il corpo ritrovi, in sé e attraverso se stesso, lo stato di salute qualunque sia la malattia da cui è affetto.</p>
<p><strong>Indicazioni meccaniche</strong><br />
L&#8217;aspetto meccanico dell&#8217;osteopatia è il più conosciuto e rappresenta la grande maggioranza delle consultazioni osteopatiche. Poiché riassesta le ossa, i muscoli ed i legamenti, è ovviamente indicatissima nel trattamento delle patologie meccaniche:</p>
<li>	Colonna vertebrale: dolori e disfunzioni, con o senza irradiazioni, tipo: sciatiche, cruralgie, lombalgie, lombo-sciatalgie, nevralgie intercostali, dorsalgie, cervicalgie, nevralgie cervico-brachiali, torcicollo, ecc.</li>
<li>Arti: dolori e disfunzioni di tutte le articolazioni, come distorsioni, tendiniti, blocchi, &#8220;reumatismi&#8221; ecc.</li>
<li>Cranio: dolori e disfunzioni come: mal di testa, emicranie, certe affezioni di carattere ortodontico e della mascella, nevralgie facciali, alcuni problemi degli occhi, sinusiti, le affezioni craniche dei bambini piccoli legate al parto, ecc.</li>
<li>Visceri:  come tutti gli organi del nostro corpo, si muovono e dunque possono &#8220;bloccarsi&#8221;. I loro movimenti dipendono da loro stessi e dalle strutture muscolari e membranose adiacenti. È stato dimostrato che un rene percorre circa 600 metri al giorno nella sua cavità! Se ne percorre solo 300 funzionerà meno bene e ci saranno maggiori possibilità che si ammali.</li>
<p>Quando una lampadina elettrica non si accende, il problema può trovarsi nell&#8217;interruttore (la colonna vertebrale) oppure nella lampadina stessa (i visceri), così, problemi quali coliche epatiche, cattiva funzionalità della colecisti, gastrite, colite, diarrea, stipsi, cistite, certe forme di sterilità così come i problemi legati al ciclo mestruale possono trovare rimedio nell&#8217;osteopatia.</p>
<p><strong>Indicazioni generali</strong><br />
Abbiamo visto che per essere in buona salute è necessaria l&#8217;integrità del nostro sistema di regolazione neurologico, del nostro sistema ormonale, circolatorio e della nostra &#8220;struttura&#8221;. Le indicazioni generali saranno, dunque, i disturbi funzionali, cioè tutto ciò che funziona male.<br />
Lo scopo è quello di favorire le reazioni normali dell&#8217;organismo, favorire cioè le nostre possibilità di autoguarigione, di autoriparazione. La natura è nello stesso tempo il medico ed il farmacista di se stessa. Fino a quando è possibile ripristinare lo stato di salute, le patologie di qualunque tipo esse siano, sono di competenza dell&#8217;osteopatia.<br />
Il limite dell&#8217;osteopatia si ha quando la malattia ha raggiunto uno stadio tale per cui provoca gravi lesioni anatomiche. In questo caso si è arrivati ad un punto di &#8220;non ritorno&#8221; ed il trattamento osteopatico risulta inefficace.</p>
<p>a cura di <b>Lorenzo Nuzzo</b><br />
Osteopata &#8211; Fisioterapista</p>
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